Il concetto di “marcia atopica” descrive il naturale decorso delle malattie atopiche. Dalla dermatite atopica e la concomitante sensibilizzazione a cibi e aero-allergeni nella prima infanzia, si osserva il conseguente sviluppo di asma e rinite allergica nella tarda infanzia e nell’età adulta
La comparsa di dermatite atopica nella prima infanzia è ritenuta il fattore scatenante della marcia atopica che, nel corso della vita, si manifesta con forme diverse in funzione delle differenti fasce d’età

  • La prima infanzia. Solitamente, si osserva la comparsa di dermatite atopica nei primi mesi di vita, evento accompagnato nel corso del primo anno di vita da una sensibilizzazione al latte vaccino, alle uova o alla frutta con guscio, come le noccioline. Questi bambini sono altrettanto sensibili a comuni allergeni domestici quali l’acaro della polvere o il pelo di animali. Spesso si verificano episodi asmatici, la maggior parte in concomitanza con infezioni virali del tratto respiratorio. Successivamente il bambino diventa sensibile anche agli allergeni esterni, come il polline e manifesta episodi di rinocongiuntivite
  • L’adolescenza. Durante l’adolescenza i sintomi dell’asma tendono a scomparire o diventano meno pronunciati. Tuttavia, dopo alcuni anni “silenti”, i sintomi respiratori e cutanei tendono a ricomparire in alcuni pazienti
  • L’età adulta. Le manifestazioni respiratorie e cutanee possono comparire a qualsiasi età, scatenate dall’esposizione a fattori ambientali, dallo stile di vita o dal fumo di sigaretta. La maggior parte delle persone manifesta una o due malattie atopiche, il cui sviluppo può anche essere non concomitante, ma distanziato nel tempo. Non di rado molte persone adulte con “asma di nuova diagnosi” non sono in grado di ricordare se da piccoli avevano sofferto di dermatite atopica o di episodi asmatici. Con l’avanzare dell’età, i sintomi allergici sono meno frequenti, sebbene nella popolazione anziana non sia rara la comparsa di nuove allergie

Le difficoltà nell’identificazione dei pazienti atopici risiedono non solo nella complessità di malattia, ma anche nella grande variabilità di espressione clinica e nella possibile sovrapposizione di più manifestazioni nello stesso paziente nel corso del tempo.